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Il sito istituzionale della fisco in Nuova Zelanda classifica il Bitcoin come un property. Vediamo cosa significa per i cittadini che le possiedono e le utilizzano. Per chi conosce il Paese ai nostri antipodi, saprà che le loro istituzioni sono molto chiare e sintetiche nella normativa fiscale.

Negli obblighi al cittadino come nelle sanzioni ai trasgressori.

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A tutto vantaggio di chi le deve applicare. Come dire, poche ma ineludibili regole. In stile FAQ: rispondono in modo generale alle domande tipiche del cittadino — possessore e gestore di criptomonete — contribuente.

Vediamo in dettaglio cosa dicono. Ai fini fiscali, il Bitcoin non è considerato una valuta estera. In Nuova Zelanda è un property.

Cioè, le norme relative a operazioni di cambio di valute estere non sono applicabili alle operazioni di criptomonete. Il ricavo costituisce imponibile fiscale. Come non esiste quello tra BTC ed euro. Il fisco neozelandese, allora, indica di rivolgersi ad un exchange di elevata visibilità.

E, soprattutto, di elevato volume. A quel punto, poco cambia quale exchange si sceglie. Lo spread tra un exchange di elevato volume ed un altro, infatti, è poco rilevante.

Il discorso di sopra si riferisce alle monete sufficientemente liquide, quotate su exchange al cambio con la moneta fiat. Se invece parliamo di Altcoin non particolarmente liquide, verosimilmente non esiste un cambio diretto con la moneta fiat, ma solo con il Bitcoin. Quindi, per calcolare il cambio con la moneta fiat occorre passare per il tramite del cambio con il Bitcoin. La vendita di trader bitcoin nuova zelanda acquistate in un anno di imposta diverso da quello in corso produce un guadagno.

Il legislatore della Nuova Zelanda presuppone che la criptomoneta sia un property. Il fisco ritiene imponibile la vendita di criptomoneta in dollaro neozelandese. Non solo: anche la vendita in moneta virtuale diversa da quella originaria.

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Ancora una volta, il legislatore presuppone che tale operazione avvenga con profitto o perdita. Globalmente, il contribuente deve tenere traccia di tutte le transazioni di moneta virtuale compiute, tipicamente, su exchange.

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Per un tempo standard di sette anni. Resi disponibili da praticamente tutti gli exchange: cambio, vendite ed acquisti di criptovaluta. Per le operazioni di vendita ed acquisto con moneta fiat, a riscontro di quanto riportato dagli exchange.

In dettaglio, esistono svariati software che elaborano i file CSV degli exchange e producono un file in linea con le regole previste dal fisco neozelandese.

Tipo di account

Anche in Nuova Zelanda esiste il voluntary disclosure. E pagare, eventualmente, le sanzioni previste in forma ridotta.

Non esiste una norma fiscale unica. La sua fiscalità dipende dal tipo di criptovaluta emessa e come viene distribuita tra gli aderenti. E recensioni bitcoin un reddito in criptomonete, del tipo transaction fee piuttosto che block reward. Tale reddito è tassato.

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Come precedentemente spiegato. Quanto sopra vale per il solo mining.

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Analogamente, nel caso di pool mining, si considerano imponibili i redditi distribuiti volta per volta dal sito di pool mining. Concludiamo parlando ancora di mining. Con trader bitcoin nuova zelanda curve di ammortamento previste per la relativa categoria merceologica computer. Traiamo le conclusioni. In Nuova Zelanda la loro Agenzia delle Entrate classifica le criptomonete come property.

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Beni, insomma. Che, a loro volta, possono considerarsi capital asset o non-capital asset, a seconda del tipo di attività per cui le si usano. Rispettivamente, è tipico considerarle capital asset quando generano guadagni capital gain da compravendita di monete. Mentre sono considerate non-capital asset quando provengono da attività di mining.

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